Il nuovo dazio del 100% tra Stati Uniti e Cina e gli effetti sulle esportazioni di Yiwu

Cosa succede con il dazio USA del 100% sui prodotti cinesi
All’inizio di ottobre 2025, il governo statunitense ha annunciato l’intenzione di applicare un dazio aggiuntivo del 100% sulle importazioni dalla Cina a partire dal 1 novembre 2025.
Ciò significa che molti prodotti cinesi importati negli Stati Uniti saranno soggetti a una doppia imposizionepari al dazio già in vigore più un dazio aggiuntivo del 100% .
La misura proposta riguarda un’ampia gamma di merci, dall’elettronica e dai materiali a base di terre rare fino ai beni di consumo quotidiano. Il provvedimento rientra in quella che gli analisti definiscono una «strategia di pressione commerciale su vasta scala», volta a riorganizzare le catene di approvvigionamento e a favorire il trasferimento di parte della produzione fuori dalla Cina (Reuters, 2025).
Dopo l’annuncio del piano, alcuni esperti di commercio osservano che la misura potrebbe riguardare le diverse merci in momenti diversi, poiché le modalità di applicazione sono ancora in discussione (Politico, 2025).
Le contromisure della Cina tra avvertimenti e mosse strategiche
La Cina ha risposto rapidamente all’annuncio statunitense con fermi avvertimenti e fino al mosse strategiche in diversi ambiti:
- Dichiarazioni e avvertimenti ufficiali
Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato che, se gli Stati Uniti applicheranno dazi così elevati, la Cina «adotterà le contromisure necessarie» (The Guardian, 2025). - Controlli sulle esportazioni di terre rare
La Cina ha annunciato nuove norme sulle licenze di esportazione per i materiali a base di terre rare e i magneti permanenti, componenti fondamentali per l’elettronica, i motori dei veicoli elettrici e le tecnologie per la difesa. Questi materiali sono essenziali per i produttori statunitensi, perciò le restrizioni potrebbero far aumentare i costi a livello mondiale (Financial Times, 2025). - Tariffe portuali e costi di trasporto marittimo
Secondo quanto riportato, la Cina starebbe valutando un aumento delle tariffe portuali per le navi statunitensi che fanno scalo nei porti cinesi, con un conseguente aumento dei costi logistici per gli Stati Uniti (Reuters, 2025). - Dazi mirati sui prodotti statunitensi
La Cina ha già imposto dazi di ritorsione su prodotti agricoli statunitensi come mais, soia e pollame in precedenti fasi della disputa commerciale, mostrando di essere pronta a estendere tali misure (Trade Compliance Resource Hub, 2025). - Flessibilità diplomatica
Pur usando toni fermi, la Cina ha lasciato spazio ai negoziati, mostrando un atteggiamento pragmatico volto a evitare che il conflitto sfugga di mano.
I possibili effetti sulle imprese esportatrici di Yiwu
Yiwu, nota come «la capitale mondiale dei piccoli articoli di consumo», esporta milioni di beni di consumo a basso costo, tra cui giocattoli, articoli di cancelleria, utensili e decorazioni per la casa.
Durante le precedenti tensioni commerciali, gli operatori di Yiwu hanno dimostrato capacità di adattamento. Un articolo di Reuters pubblicato all’inizio del 2025 ha rilevato che molti imprenditori di Yiwu «avevano già previsto il rischio legato ai dazi statunitensi» e avevano adeguato in anticipo i prezzi o le scorte (Reuters, 2025).
Alcune categorie di prodotti potrebbero tuttavia risentirne maggiormente:
| Tipo di prodotto | Perché la categoria potrebbe risentirne | Esempio |
|---|---|---|
| Motori e prodotti magnetici | Contengono elementi delle terre rare, ora soggetti a norme di esportazione più severe | Piccoli ventilatori elettrici, motori a corrente continua |
| Elettronica e componenti | Categorie tecnologiche sensibili soggette a controlli statunitensi | Dispositivi per la casa intelligente, moduli circuitali |
| Giocattoli e decorazioni | Sono tra i principali prodotti esportati da Yiwu e potrebbero comportare costi maggiori se rientrassero nelle categorie soggette a dazio | Addobbi per le festività, giocattoli di peluche |
| Prodotti tessili e accessori | Aumento dei costi delle materie prime o dei coloranti dovuto ai controlli sulle esportazioni | Borse, sciarpe, cinture |
In sintesi, gli esportatori di Yiwu che trattano componenti metallici o elettrici potrebbero incontrare maggiori difficoltà, mentre le esportazioni di prodotti a basso costo, articoli a uso manuale o prodotti artigianali potrebbero mantenersi stabili.
Si può evitare il nuovo dazio ordinando prima del 1 novembre?
Molti importatori si pongono la stessa domanda: Possiamo ancora effettuare ordini prima del 1 novembre per evitare il dazio del 100%?
La risposta è sì, è possibile, ma dipende dalle tempistiche.
Le tempistiche da considerare
- Se l’ordine viene confermato, spedito e sdoganato prima del 1 novembre 2025, con ogni probabilità si applicherà l’aliquota più bassa attualmente in vigore.
- Se le merci vengono spedite o dichiarate in dogana dopo il 1 novembre, potrebbero essere soggette a dazi in base alle nuove norme.
- Ritardi nelle spedizioni o pratiche arretrate in dogana potrebbero far slittare alcuni ordini anticipati oltre la scadenza.
In parole semplici, ordinare in anticipo offre la possibilità di evitare o ridurre l’impatto dei nuovi dazi, soprattutto per le spedizioni di grandi volumi o su lunghe distanze.
Perché questo è il momento giusto per ordinare
Per le aziende che si riforniscono in Cina, soprattutto a Yiwu, ottobre 2025 è il periodo decisivo.
I fornitori mantengono stabili i prezzi, i costi delle materie prime non hanno ancora subito forti aumenti e lo sdoganamento è più agevole prima dell’entrata in vigore dei dazi.
Conviene quindi confermare subito l’ordine, approfittando di queste condizioni
- I prezzi si basano ancora sulla struttura dei costi precedente
- Non sono ancora entrate in vigore nuove imposte
- Le linee di produzione non sono ancora sovraccariche di ordini dell’ultimo minuto
Una volta entrato ufficialmente in vigore il dazio statunitense, lo stesso ordine potrebbe costare il 30–80% in più tenendo conto dei costi di spedizione, dei dazi e delle variazioni dei tassi di cambio.
Se quindi la tua azienda importa da Yiwu o, più in generale, dalla Cina, è prudente effettuare l’ordine prima del 1° novembre.
Conclusione
I rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina restano tesi. Il piano per introdurre un dazio del 100% potrebbe ridefinire le catene di approvvigionamento globali e aumentare i costi di molti prodotti, dall’elettronica ai beni di uso quotidiano.
La Cina risponde facendo leva sulle terre rare, sui controlli all’esportazione e sulle contromisure tariffarie. Yiwu, importante polo delle esportazioni, subirà qualche pressione nel breve periodo, ma dovrebbe adattarsi rapidamente man mano che gli operatori commerciali adegueranno prezzi e logistica.
Per il momento, ordinare prima del 1° novembre resta il modo migliore per anticipare l’entrata in vigore dei nuovi dazi e mantenere stabili i costi.
Domande frequenti
1. Quali prodotti cinesi saranno soggetti al nuovo dazio del 100%?
Principalmente prodotti elettronici, beni legati alle terre rare, componenti industriali e, a seconda della classificazione doganale, forse anche alcuni beni di consumo.
2. Tutte le esportazioni cinesi saranno interessate da subito?
Non necessariamente. Gli Stati Uniti potrebbero introdurre la misura gradualmente e prevedere esenzioni temporanee per alcune categorie.
3. Come sta rispondendo la Cina?
La Cina ha introdotto nuovi controlli sulle esportazioni di terre rare e ha avvertito che potrebbe imporre dazi di ritorsione sui prodotti statunitensi.
4. Il mercato dei piccoli articoli di Yiwu subirà un forte impatto?
Per alcune categorie i costi potrebbero aumentare, ma gli operatori commerciali di Yiwu sono noti per la loro flessibilità. Molti hanno già predisposto listini o rotte di trasporto alternativi.
5. Posso ancora effettuare un ordine prima del 1° novembre per evitare imposte aggiuntive?
Sì. Agli ordini effettuati e sdoganati prima del 1° novembre si applicherà probabilmente l’aliquota del dazio precedente, più bassa. Conviene confermare l’ordine per tempo per evitare ritardi nello sdoganamento o nella spedizione.
Riferimenti bibliografici (7ª edizione APA)
- Financial Times. (10 ottobre 2025). La Cina annuncia ampi controlli sulle esportazioni di terre rare per tutelare la «sicurezza nazionale». Consultabile su https://www.ft.com/content/c4b2c5d9-c82f-401e-b763-bc9581019cb7
- Politico. (12 ottobre 2025). La Cina mostra fermezza di fronte alla minaccia di Trump di imporre dazi del 100%. Consultabile su https://www.politico.com/news/2025/10/12/china-defiance-trump-100-tariff-00605499
- Reuters. (12 ottobre 2025). Pechino accusa gli Stati Uniti di alimentare le tensioni commerciali e difende le restrizioni sulle terre rare. Consultabile su https://www.reuters.com/world/china/china-says-its-rare-earth-export-controls-are-legitimate-2025-10-12
- Reuters. (10 febbraio 2025). I commercianti di Yiwu, polo cinese dell’export, minimizzano l’impatto dei dazi di Trump. Consultabile su https://www.reuters.com/world/china/chinas-export-hub-yiwu-traders-shrug-off-trumps-tariffs-2025-02-10
- Trade Compliance Resource Hub. (10 ottobre 2025). Monitoraggio dei dazi di Trump 2.0. Consultabile su https://www.tradecomplianceresourcehub.com/2025/10/10/trump-2-0-tariff-tracker
- The Guardian. (12 ottobre 2025). La Cina avverte gli Stati Uniti che potrebbe adottare misure di ritorsione dopo la minaccia di Trump di imporre dazi del 100%. Consultabile su https://www.theguardian.com/us-news/2025/oct/12/china-warns-us-of-retaliation-over-trump-100-tariffs-threat